L'articolo di Trapani Nuova del 1962 con la profezia sull'uso dei telefoni nel futuro.

Questo post ha dato vita a un ebook “Il futuro è sempre esistito” (Edizioni Falsopiano, 2014) nel quale spiego perché negli anni ’60 a Trapani fu possibile formulare questa straordinaria previsione. In vendita su Amazon e nelle principali librerie online.
(aggiornamento del 15 marzo 2014)

Profezia. E’ la prima parola che viene in mente scorrendo la pagina tre di un settimanale del 26 giugno 1962, Trapani Nuova, stampato in Sicilia e riemerso dalla rete in un’emeroteca digitale (ecco la copia in pdf sul sito di Trapani Nostra). Il merito è del webmaster, Lorenzo Gigante, che ha condiviso la sua scoperta su Facebook. L’aspetto straordinario è la capacità di tre esperti – ospiti di una trasmissione della CBS Radio (“Dimension” della quale non ci sono tracce) – di “indovinare” quanto per noi oggi appartiene alla normalità, se non alla storia: dal fax al web, dalla telefonia mobile via via fino all’e-bank, i sistemi di riconoscimento vocale (se non addirittura Siri e simili) fino agli ebook. Ma chi erano questi veggenti? Di Jean Howard Felker, che lavorò per tre anni – fino proprio al 1962 – con quella che sarà l’AT&T si sa che  è stato un grande creatore di tecnologia (qui alcune note, ma in tedesco), di Mapes googlandolo non si trovano notizie e di Henry M. Boettinger esiste nei repertori online di biblioteche e librerie un libro uscito nel 1977 sull’argomento “telefono”: “The telephone book : Bell, Watson, Vail and American life, 1876-1976”.

Aggiornamento del 12 aprile 2013

L’autore del testo è probabilmente James E. Webb, amministratore della NASA dal 1961 al 1968. Lo stesso scritto comparirà più tardi rispetto al settimanale trapanese in un lungo articolo in due parti, la prima pubblicata nel 1963 e la seconda – quella con il testo in questione – nel 1964. La rivista in questione è La Zagaglia: rassegna di scienze, lettere ed arti, reperibile nell’Emeroteca digitale salentina. Si trattava di una pubblicazione a cadenza trimestrale nata a Lecce nel marzo 1959 sotto la direzione di Mario Moscardino. E il testo “I programmi spaziali americani per il progresso delle scienze” sembra tratto da un originale americano firmato appunto da Webb.

Aggiornamento del 14 aprile 2013

Da una sommaria ricerca tra i titoli dei 652 contenitori del fondo James E. Webb presso l’Harry Truman Library & Museum non emerge alcun indizio su un saggio come quello apparentemente attribuitogli da La Zagaglia. A ben vedere se la raccolta di notizie pubblicata nel settembre 1963 era firmata in testa all’articolo e alla fine da Webb, la continuazione del marzo 1964 non riporta firme, ma il titolo del saggio è lo stesso della prima parte. Lo stile giornalistico, seppur d’epoca, forse non era il linguaggio che maneggiava un alto funzionario dello Stato, forse era un’interpolazione ricavata da altri testi (anche se c’è da dubitare che il periodico trapanese circolasse molto fuori dalla Sicilia). Ma molto probabilmente era opera di un ghostwriter esperto, che distribuiva comunicati per mezzo mondo (visto che Trapani Nuova e La Zagaglia coincidono pure per un altro articolo sull’astronauta Carpenter).

Nel  frattempo di questo stesso argomento ha iniziato ad occuparsi anche Luigi Grassia de La Stampa con un pezzo del 13 aprile intitolato “Un articolo del 1962 immaginava i cellulari multimediali”. Grassia ha frugato negli archivi del suo giornale e in quello del Washington Post alla ricerca di tracce di questa “profezia”, ma non ha trovato nulla. Forse con più tempo a disposizione ha immaginato si possa individuare qualcosa di più consistente. Come lavorasse la cucina dei due giornali locali coinvolti in questo singolare caso di preveggenza non è dato sapere, ma l’impressione è quasi che abbiano ripreso entrambi uno spunto da riviste che traducevano in italiano materiali americani come ad esempio il Reader’s Digest. Ma questo campo è tutto da esplorare.

Aggiornamento del 19 aprile 2013

Anche il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro, ha scritto un pezzo intitolato “Videofono” dedicato alla scoperta del ritaglio stampa di oltre cinquanta anni fa.

Altri che ne hanno poi scritto

Il Mattino di Napoli prima si è interrogato se fosse una bufala, quindi si è risposto da solo: tutto vero.

Secondo tre esperti americani

Nel 2000 i telefoni faranno tutto loro

Leggeremo i giornali attraverso la rete telefonica e potremo anche servircene per le operazioni di banca

Tre dirigenti dell’American Telephone and Telegraph Company, gli ingegneri J.H. Felker e C.M. Mapes e il dr. H.M. Boettinger hanno azzardato alcune previsioni sulla evoluzione della telefonia verso il 2000 nel corso di un’intervista radiofonica concessa al programma nazionale «Dimension» della C.B.S..
I tre esperti ritengono che, tanto per cominciare, i giornali del mattino saranno diffusi direttamente in «facsimile» attraverso la rete telefonica. Fatta la colazione e letto il giornale telefotografico, l’uomo d’affari deciderà magari di restare a casa per non trovarsi in qualche ingorgo del traffico, senza, tuttavia, trascurare le sue attività. Servendosi del «videofono», il cui schermo sarà molto più efficiente e più chiaro degli attuali televisori, potrà mettersi in contatto con l’ufficio o, addirittura, convocare una conferenza con i corrispondenti o i soci in differenti località.
Ma il marito non sarà l’unico a beneficiare del progresso. La moglie potrà ricorrere al servizio telefonico per evitare le faticose maratone nei negozi. Con occhi attenti seguirà sullo schermo a colori del videofono le spiegazioni dei negozianti e analizzerà la merce esposta, prima di passare l’ordinativo.
I tre esperti americani prevedono che la famiglia di domani adopererà il telefono anche per ricevere in casa programmi educativi, artistici e culturali. Apparecchi televisivi a circuito chiuso allacciati con la rete telefonica diffonderanno nelle case lezioni scolastiche , conferenze con proiezioni e visite ai musei. Potranno anche permettere la lettura degli ultimi libri senza neppure costringere l’interessato a recarsi in biblioteca per il prestito.
In viaggio al gente potrà disporre del telefono sulle autovetture, sugli aerei e in qualsiasi altro mezzo. Si potrà chiamare qualsiasi utente in qualunque parte del mondo mediante al teleselezione. Tuttavia, non occorrerà formare il numero e il prefisso corrispondente alla città sul telefono. Basterà segnalare il numero al telefono e questo tradurrà la voce in impulsi elettrici.
Le conversazioni assorbiranno solo una piccola parte del traffico sulle linee telefoniche. Si prevede che già dal 1975 il volume dei dati commerciali trasmessi per mezzo delle linee telefoniche supererà quello delle conversazioni. Sono in via di perfezionamento apparati «data-phone» in grado di trasmettere 3.000 parole al minuto, in maniera da consentire ad un cervello elettronico di rivolgersi ad un’altra macchina analoga a velocità di gran lunga superiore a quelle dell’uomo. Una di queste macchine collegate alla rete telefonica potrà leggere l’inventario di un magazzino e, fatti i debiti calcoli, chiamerà un’altra macchina del magazzino centrale per ordinare le provviste per il giorno successivo.
Nel 2000 la gente si servirà del telefono anche per le operazioni di banca, Gli assegni si scriveranno con inchiostro magnetico che potrà essere letto da apposite macchine nelle banche. Le macchine provvederanno non solo ad avallare l’assegno ma anche a registrare l’operazione sul conto individuale.

Trapani Nuova, Settimanale di Politica Attualità e Sport

26 giugno 1962

(articolo scovato in rete dopo averlo visionato grazie ad una condivisione su Facebook di Mario Gerosa di una foto di Peppe Calvanese.  Lo spunto per questa ricerca è stato dato dalla meritoria opera di digitalizzazione del settimanale Trapani Nuova compiuto da Lorenzo Gigante grazie alla collaborazione di Giovanni e Laura Montanti, eredi del fondatore della testata, Nino Montanti.)
ultimo aggiornamento 15 aprile 2013 ore 8:12