Mariti intimiditiHai preparato la cena, rassettato la casa e magari messo pure a letto i piccoli? Lei entra, non vede un accidenti di tutto ciò e – scura in volto – inveisce perché ti sei dimenticato di stendere il bucato in lavatrice? Oppure la tua gentile metà non perde occasione per elencare i tuoi storici “fallimenti”? Ti usa pure come bancomat per la progenie? O ti perseguita col cellulare, interrompe Sky o ti fa abbassare il giornale mentre sei immerso nella lettura? Mogli insoddisfatte dei mariti, state attente. E’ nata “Ci sono anch’io”, la linea di ascolto per i mariti maltrattati.

Il numero è il 3319557024 (chissà perché un cellulare), attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 21. Gli appartenenti al sesso forte hanno ora pure un indirizzo e-mail cui confidare le vessazioni subite: forman@olisitcpedagogy.it. A promuovere questa specie di “telefono blu” sono il Centro Specialistico di Pedagogia Clinica e l’Associazione di Studi di Criminologia di Roma. Nel pacchetto dei servizi: approccio olistico alla persona, assistenza legale, psico-sociologica e criminologia.

Il fenomeno dei maltrattamenti al partner sarebbe addirittura in crescita. Eloy Rodriguez, insegnante di Biochimica e Biologia Evolutiva presso la Cornell University (Usa), ha affermato che il fenomeno della violenza al maschile è molto diffuso e che il 92 per cento degli uomini non denunciano l’accaduto per motivi di facile intuizione.

«Ogni programma sulla violenza in ambiente domestico che accetti il paradigma “l’uomo abusa, la donna è vittima” è basato su una falsa premessa. Se la violenza subita dalle donne è quotidianamente comprovata dalla cronaca e supportata con associazioni e movimenti che si prodigano per la loro (giusta) tutela e difesa – ha detto Rosanna Alfieri, presidente del Centro Specialistico di Pedagogia Clinica di Roma – lo stesso non si può dire per quegli uomini che spesso non confessano neanche a sé stessi di vivere da vittima una realtà difficile e dolorosa».

Trovato il contrappunto al “Telefono rosa”, adesso non resta che attendere quello al “Telefono azzurro”: un numero per i genitori vessati dai figli.