«Our focus should not be on emerging technologies, but on emerging cultural practices».
Henry Jenkins

 

1962: tutto previsto. Giornali via fax, telefonini multimediali, banche online, lezioni a distanza, sintesi e comandi vocali, esposizioni d’arte virtuali e, perfino, l’idea di Google books. La profezia comparve il 26 giugno su un settimanale siciliano, “Trapani Nuova”, che titolava “Nel 2000 i telefoni faranno tutto loro”. Ma non sarebbe stata la prima, né l’ultima. Altre anticipazioni sarebbero apparse infatti su Stampa Sera e su altre testate italiane. A raccontare le ragioni per cui ciò accadde 50 anni fa è “Il futuro è sempre esistito”, un viaggio nel “futuro del passato” tra curiosità, coincidenze, cultura pop, aneddoti, scienza, tecnologia e storia sociale. Con un interrogativo: il futuro esisterà ancora?

trapaninuova
L’epoca. La vicenda che ruota, in parte, attorno alla grandiosa fiera mondiale di New York del 1964  e che vede protagonisti, oltre agli scienziati dei mitici Bell Labs, gli anni di Kennedy, il miracolo italiano, la corsa alla Luna, a Marte e pure a Venere. Sono gli anni dell’incubo nucleare, dei missili a Cuba e dell’esplosione della ricerca scientifica. E’ l’epoca del rock &roll, del consumismo, della tivù per tutti e delle lotte per i diritti civili. Gli anni pure di Spiderman, dei robot, delle case automatizzate, della cibernetica e del sogno disneyano di un mondo migliore. Ma pure quello di un’Italia alle prese con la prima fantascienza, il boom economico e i pionieri di un Paese che sorprendentemente si proponeva come leader nel nucleare, nella corsa allo spazio e nell’informatica. Sono insomma i primi anni ’60: gli anni che inventarono il futuro.
Il passato del futuro. Nei primi anni ’60 si immaginava un 2000 interconnesso, “a little small world”, e che – pur ignorando la rivoluzione portata dai personal computer (fatta eccezione della Olivetti) – si è poi realizzato. Ma non nelle forme rassicuranti, e talora idilliache, proposte dagli uffici di pubbliche relazioni dell’epoca. Il domani per come si è concretizzato non solo ha accorciato la percezione della storia, ma ha  ridotto, fino a farla quasi sparire, la percezione del domani. Come era possibile che il nostro presente tecnologico, o la sua idea, esistesse già tra gli anni ’50 e ’60? Il futuro – come idea, aspirazione, progetto – è sempre esistito, ma esisterà ancora?Le elaborazioni dell’immaginario – tanto nei prodotti, che nelle narrazioni – come pure le concrete e palpabili tecnologie di allora, furono invece l’occasione per porre le basi culturali dell’attuale modo di vivere. E scoprirlo oggi, benché siano trascorsi solo 50 anni, ci lascia stupefatti.

Lo spunto per questa ricerca è stato reso possibile dalla digitalizzazione del settimanale Trapani Nuova compiuto da Lorenzo Gigante, webmaster di Trapani Nostra, grazie alla collaborazione degli eredi del fondatore Nino Montanti: Giovanni e Laura Montanti. A tutti costoro va un sentito ringraziamento.

Edoardo Poeta, giornalista e blogger. Ha lavorato per Il Messaggero, Corriere dell’Umbria e uffici stampa. E’ stato tra i fondatori di 2L Italia, prima rivista italiana in/su Second Life edita da Maggioli.Scrive di nuove tecnologie e comunicazione digitale. E’ tra gli autori di “Cittadinanzadigitale” (2009, Edizioni Junior), a cura di Luisanna Fiorini.