Catene transnazionali

2010 gennaio 5
di Edoardo Poeta

Foto di ...-Wink-...Potenza delle catene. Non solo non si spezzano, ma risorgono come l’Araba Fenice. E pure in chiave transnazionale. Sul sito di web ufficiale del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad – attaccato da hacker “riformisti”, secondo il blog Enduring Freedom (del quale le agenzie non danno però il link)- è apparso questo messaggio (qui direttamente dal server di Ahmadinejad): «Oh Dio, nel 2009 ti sei portato via il mio cantante preferito, Michael Jackson, la mia attrice favorita, Farrah Fawcett, il mio attore preferito, Patrick Swayze, la mia voce preferita, Neda. Per favore, ti supplico, non dimenticare nel 2010 il mio politico preferito, Ahmadinejad, e il mio dittatore preferito, Khamenei. Grazie».

La versione che ha reso nota Adnkronos, fa riferimento ad un blog del quale – va ribadito- non fornisce il link, in compenso della quale si occupa con aggiornamenti Austin Heap. Il testo però è praticamente identico a quello di un sms leggi…

La tua tv ha una porta aperta. Via radio

2009 novembre 16
di Edoardo Poeta

Foto di Roadsidepictures/AllenIl tuo nuovo televisore o il decoder che hai appena acquistato per continuare a vedere la tv ha una “porta aperta”. Con l’ingresso di massa (e coatto) nel digitale terrestre di milioni di telespettatori – ben quattro oggi con lo switch-off di Roma – anche quelle che furono le casalinghe di Voghera dovranno iniziare a fare i conti con una preoccupazione tipica di chi smanetta con il computer: scaricare aggiornamenti. Pacchetti che arrivano via radio senza che tu li voglia e – come capitato di recente in Trentino-Alto Adige (regione dal 12 dicembre all digital) -  non sempre si infilano per il verso giusto nella tv, determinando un black out, seppur momentaneo. Insomma la croce e delizia dell’over-the-air (OTA), l’invio di programmi via etere. Un mondo che chi approda al digitale deve imparare a frequentare. Assieme al centro per gettare i rifiuti speciali: vecchi televisori e videoregistratori analogici, falcidiati dall’arrivo della sintonia digitale che rende impossibile la programmazione delle trasmissioni da registrare.

Se però in Italia non hai Mediaset a pagamento sintonizzata, il tuo televisore digitale terrestre non si aggiorna automaticamente. Nessun trucco, nessun inganno: è da quelle frequenze che si passa per alcuni dei marchi più celebri. Non serve abbonamento, non devi aver pagato nulla. Basta che nell’elenco dei canali siano presenti quelli che normalmente trasmettono le partite di calcio (ad esempio Premium Calcio 24 ed i vari Diretta Calcio 1-6) e il tuo televisore sarà aggiornato all’ultima versione. Se la zona però non è coperta o in un moto di boicottaggio si sono escluse dalla lista quelle frequenze, il software ultima versione non arriverà nel firmware. E’ quanto capita in alcuni modelli della Sony, che raccomandano di aver sintonizzata Mediaset a pagamento (anche se non la si vede o non si è acquistato il pacchetto Premium). Samsung ha usato le Mux Mediaset 5 e le Mux D-Free. Ma il ricorso a queste frequenze per diffondere aggiornamenti è capitato, ad esempio, anche ai ricevitori digitali esterni della TeleSystem, una delle più note  marche, che si appoggia inoltre sulle frequenze Telecom (Sportitalia o Mtv ad esempio) e di altre emittenti. leggi…

Fitness energetica

2009 ottobre 12
di Edoardo Poeta

sully

Confesso di non aver mai capito il senso della fitness. Ginnastica inutile, se non addirittura ’sport’ – e sport tra virgolette – da criceti umani nella ruota. Avevo questa brutta impressione, e sbagliavo. Non si offendano i praticanti, la mia era miopia al di là delle diottrie: l’assenza di mete e di sano agonismo mi induceva a considerarla una pratica “inutile”. Quasi onanistica, mi si perdoni il politicamente scorretto. Ma ora potrò ricredermi, e non solo perché fa bene al corpo e – voglio sperare – alla mente.

L’idea viene da una scuola romana, il liceo scientifico tecnologico “Vallauri” (vincitore già del Clean Energy Award 2007), che ha escogitato un sistema che riabilita completamente i pedalatori a vuoto: possono infatti produrre energia elettrica “pulita” da reimmettere nella rete. Al massimo, come “inquinamento”, producono  vapore acqueo da sudore. Nella sala energetica della scuola saranno presenti delle cyclette collegate in serie a un regolatore di carica, un accumulatore, un chopper, un inverter, per poi arrivare alla rete. Ma nulla impedisce di applicare il marchingegno ad altri attrezzi. Il progetto è finanziato anche dalla Provincia di Roma ed è stato esposto al “Festival delle Giovani Idee”. leggi…

That’s incredible, tre ragioni per un sit-in

2009 ottobre 2
di Edoardo Poeta

dslrpenaLa libertà di opinione non è libertà di stampa. Sono parenti, mica gemelle. Banale? Provate a farlo emergere dalla marmellata concettuale cui, ormai, siamo assuefatti. Un conto è raccontare un evento – o esprimere un’idea – al bar, tra amici o sul web. Altra cosa è fare tutto ciò a mezzo stampa. La ragione? Anche questa ovvia: un giornale, una radio, una tv sono un’impresa, hanno scopo di lucro (o altri fini meno nobili). Mica bazzecole. Mettendo dunque da parte le utopie sulla purezza degli editori, anche il più libero dei redattori risente dell’assetto produttivo. Sfondo porte aperte, lo so: ci sono pile di saggi sul giornalismo a sostenerlo a proposito su “ciò che fa notizia”. Oltre all’immancabile Sergio Lepri.

In un “fortunato” saggetto di fine corso accademico sull’articolo di giornale come prova della Maturità definii il temino un “articolo immaginato”. Allo studente è infatti chiesto di “immaginare” di scrivere un articolo per un lettore che, nei fatti, non lo leggerà ma il candidato deve tener presente. In realtà la prova altro non è che un testo destinato ad un professore, in possesso di una “sua idea” di giornalismo. E per costui si scrive. Ai limiti dello schizofrenico. Purtroppo anche il giornalismo “vero” sta sempre più diventando “immaginato”: basta sostituire al professore, l’editore (anche se solo di riferimento). Del realismo di più realisti del re ne abbiamo pieni i Tg e forse i quotidiani, di qualunque famiglia siano. Sono però settimane, se non mesi, che i giornali – quelli di carta – si arrotolano sotto forma di randelli di parole. E, sinceramente, un lettore distaccato ha serie difficoltà a scorgervi l’”informazione”.

Prima ragione. Karl Popper, che certo non è di sinistra, sosteneva non essere la democrazia tout court il governo del popolo o altre “amenità” simili, bensì quella che ha efficienti sistemi di controllo del potere. Se l’informazione diventa “incredibile”, attratta in una spirale inesauribile di mistificazioni, omissioni o inutilità (stupendo il servizio sui “servizi” del Tg1 del Trio Medusa), smette di fornire “materia prima” fondamentale a quel processo – democratico, sì – che Luigi Einaudi riassumeva in “conoscere per deliberare”. E questa è la prima ragione per cui, secondo me (notoriamente allergico alla piazza), è opportuno il 3 ottobre partecipare al sit-in a Roma della Fnsi per la libertà di stampa. leggi…

Una vita gratta e vinci

2009 settembre 8
di Edoardo Poeta

Foto di panavatarL’Italia è una repubblica fondata sulla ruota della fortuna. Ed ora che è morto Mike Bongiorno -  “padre della patria”, tanto da volerlo senatore a vita (Sognarsi Bongiorno al question time) – ci si rende conto sempre più che essa si è evoluta in una democrazia a “pacchi”. Le matrici, anzi i format, sono statunitensi: Wheel of Fortune e Deal or No Deal. Altro che Calamandrei, Einaudi, Pertini e gli altri padri costituenti.

Ma gli sviluppi sono tutti all’italiana. Per aver successo non c’è merito che tenga. Il motto di Appio Claudio Cieco, Quisque faber fortunae suae (ciascuno è artefice della propria sorte), sembra ormai lingua morta per i più. O “ti fai da te”, come sostiene il premier offrendosi quale (discutibile per alcuni) modello, o – se non ci riesci – devi sperare nella dea bendata.  Non sembrano esserci vie di mezzo.

I supermercati Tigros di Varese hanno messo in palio 10 posti di lavoro con una lotteria tra i clienti. Altro che curricula per trovar un impiego. Ci vuole un bel colpo di sedere. La tv, in fondo,  è grande maestra di vita: non devi saper far nulla, non importa se non sai far nulla. L’exemplum vitae del tronista, della velina, della sgallettata che emerge solo per le sue grazie è ormai radicato. Che ha radici “nobili”, in un certo modo legate al Bongiorno nazionale seppur costui valorizzava la bravura dei concorrenti per “contrappunto”. leggi…

Cittadinanzadigitale

2009 agosto 21
di Edoardo Poeta

Non sono scomparso, ho solo peregrinato fisicamente e virtualmente per l’Italia. E non solo. Nel frattempo è uscito un saggio curato da Luisanna Fiorini dove ho messo lo zampino. Se ne inizia a parlare su Ibridamenti in Mashup, e la macchina sei tu. E se ne continuerà a chiacchierare (nessun dibattito, please) al Bar Camp Venezia il 25 ottobre prossimo.

Fiorini, L. (a cura di), Cittadinanzadigitale, Quaderni di documentazione dell’Istituto Pedagogico di Bolzano, Edizioni Junior, Azzano S. Paolo (BG), 2009.
ISBN 978-88-8434-478-6

Prefazione di Antonio Sofi. Contributi di Marco Caresia, Isabel De Maurissens, Andreas Robert Formiconi, Giorgio Jannis, Maria Maddalena Mapelli, Edoardo Poeta, Mario Rotta. Copertina di Giorgio Zigiotti

I finlandesi si vendono la scuola

2009 luglio 27
di Edoardo Poeta

Foto di Beerbauf now AWOLIl sistema educativo finlandese? E’ merce d’esportazione. L’idea di vendere l’esperienza maturata è di Henna Virkkunen, omologo finnico dell’italiana Maria Stella Gelmini.  Il know how in materia di scuola entra dunque nella bilancia commerciale, dimostrando di essere un “bene” da sfruttare. Le performance nei test PISA-OCSE, tradizionale (e a volte crudelmente ingiusta) croce e delizia dei docenti italiani, ha spinto la Virkkunen a supporre che si affolleranno le richieste sui servizi scolastici finlandesi.

E così, con buon senso pragmatico, la ministro ha annunciato di aver organizzato una taskforce con la responsabilità di preparare la strategia di export.  Che faccia sul serio, lo dimostra anche il fatto di voler presentare questo piano al Governo per la fine del 2009. leggi…

Ikeadeologia

2009 luglio 22
di Edoardo Poeta
Falegnameria sociale allIkea di Casalecchio ha presentato una ghigliottina come emblema della giustizia fai-da-te

Falegnameria sociale all'Ikea di Casalecchio ha presentato una ghigliottina come emblema della giustizia fai-da-te (via gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it)

Un po’ gruppo di acquisto solidale. Un po’ Ikea. Un po’ web partecipativo. E soprattutto molto azienda globale, al pari di tante grandi farm delocalizzate ai quattro angoli del pianeta. Specie quelli dove il costo del lavoro è ridicolo. Myfab, il “primo” sito  di produzione on demand, vorrebbe essere tutto questo. Che sia “il primo” può dircelo solo la grandeur francese. Di certo è un modo per saltare gli intermediari: i prodotti che vuoi, li scegli, li voti e l’azienda transalpina  te li manda in produzione. In Cina, ovviamente. Con risparmi clamorosi (fino al 70%). Ma anche tempi biblici per la consegna (9 settimane in media per tornare dall’estremo oriente. Vantaggi tutti questi, comunque, rispetto ai prodotti di marca.

Design democratico, si dice. Anche perché un prodotto – si spazia dagli arredi all’abbigliamento, dalle stampe alle attrezzature per lo sport – prima di andare in produzione viene messo al voto dei clienti. Se quel che hai scelto viene eletto – e mandato in produzione – ti spetta uno sconto del 10% all’acquisto. Ed è probabile che accada, insomma una specie di primarie dello stile. Poi magari ci esce l’imitazione del marchio celebre (le fabbriche, infatti, potrebbero essere proprio le stesse). Ma poco importa. leggi…

VirtualLife: peer to peer 3D finanziato Ue

2009 luglio 17
di Edoardo Poeta


[aggiornamento: il video ufficiale del 1° settembre 2009]

VirtualLife, la Second Life europea, si è affacciata sul web. E’ stato infatti varato oggi il nuovo sito ufficiale del progetto triennale finanziato, a fine novembre 2007, dalla Comunità Europea nell’ambito del Settimo Programma Quadro con due milioni e mezzo di euro. La particolarità di questo ennesimo mondo virtuale (video)  è che girerà su una rete si potrebbe dire peer to peer, in un ambiente collaborativo “sicuro” ideato per l’intrattenimeno ed il business. E soprattutto chiunque si potrà allacciare alla rete, non ci sarà infatti un gestore centrale come la Linden Lab, padre padrone di Second Life. Ci sono le basi per farlo divenire l’embrione dell’internet a 3D, cui chiunque può connettersi, proprio come nel web. E realizzare un particolare esperimento giuridico: una costituzione virtuale finalizzata alla creazione e amministrazione di nazioni virtuali, un sistema giuridico dove – in un ambiente con transazioni sicure – contano reputazione e diritti (senza sottostare agli umori della coding authority). Una sorta di jus gentium del metaverso, tanto da far figurare tra i partner un ateneo celebre proprio per il diritto: l’università di Gottinga. leggi…

Fu Mattia Pascal digitale

2009 luglio 15
di Edoardo Poeta

Foto di exfordyE’ una “notizia” di seconda mano. All’aeroporto di Teheran opererebbe la Polizia di Facebook. Evgeny Morozov racconta di un suo collega che avrebbe riferito questo aneddoto. Nel passare al controllo di frontiera, un’iraniana americana sarebbe stata interrogata dagli agenti sul suo possesso di un account del social network. Alla risposta negativa, i poliziotti avrebbero acceso un laptop e si sarebbero messi a cercarne il nome su FB. Trovato il profilo, i solerti agenti avrebbero annotato i suoi “amici” su Facebook. Il racconto – nei commenti, sollecitati dall’autore nel fornire conferme – però appare più un “sentito dire”, quasi una leggenda metropolitana. Anzi, della Rete. Eppure ciò non toglie che sia verisimile, quindi credibile: i colloqui di lavoro, il lavoro dei giornalisti e – perfino – le occhiute spiate dei “traditi” (o degli stalker) sembrano destinati a passare – secondo la vulgata imperante – proprio per Facebook. leggi…

Silenzio argomentato

2009 luglio 14
di Edoardo Poeta

nuovobanner215

Non taccio, ma aderisco. Argomentando. Mi sembra il modo migliore per “alzar la voce”, affinché il dibattito (o la conversazione, se si preferisce) – dal basso – aiuti chi fa le leggi a superare il limite di una legislazione troppo spesso prigioniera dei sentimenti, delle emozioni o delle reazioni. Mi piacerebbe fosse così anche per coloro che – esponendo questo stesso logo nelle pagine dei loro siti informatici (sic il ddl intercettazioni) – abbandonino i toni populistici, destruens e anti-”sistema” per partito preso.

Alcuni argomenti

  1. Silenzio, per parlare
  2. Il pagerank come criterio giuridico?

Il pagerank come criterio giuridico?

2009 luglio 13
di Edoardo Poeta

Foto di umjanedoanFaceva satira. Ma il giornalista oggetto della battuta  ha scoperto l’epiteto, grazie a Google. Offeso, ha querelato il blogger. E pure il motore di ricerca: avrebbe consentito di leggere in maniera rapida ed automatica l’articolo oggetto della denuncia. Il Tribunale di Ferrara, il 9 giugno, ha però assolto l’autore «per avere commesso il fatto, obbiettivamente diffamatorio, nell’esercizio del fondamentale e in concreto prevalente diritto di esercizio della libertà di critica e di satira politica».

Il magistrato ha anzi sottolineato il ricorso all’information literacy – pur senza chiamarla così – del blogger: ha scavato, verificato, si è documentato. Quindi, dopo lo studio, ha reso pubblico con un click il suo post. Certo è che, se il contributo non fosse stato linkato da altri e indicizzato dagli spider dei motori di ricerca, la presunta offesa non sarebbe stata vista da nessuno (e, quindi, trattandosi di reato di “evento” niente diffamazione). O dai soli aficionados di quel blog. Ma, per quella vicenda, sono stati letteralmente chiamati in causa anche 841 siti, tanti quanti ne ha contati il giornalista. Effetto del copia & incolla, tipico della rete.

Il meccanismo è  noto: pur volendo “rimediare” bisogna inseguire siti, profili di Facebook, magari pure il peer to peer. Un fenomeno di propagazione che ha indotto addirittura uno studio legale a chiedere a ByoBlu di rettificare un post,  ritenuto “offensivo” da un suo cliente, sulle pagine web che lo avevano ripreso. Paradossale, oltre che praticamente impossibile. leggi…

Cattive notizie

2009 luglio 10
di Edoardo Poeta

Niente giornalisti, cameramen e fotografi, please. L’invito non viene da qualcuno che magari teme per la propria privacy o sospetta che “passino” notizie tendenziose, come il tormentone mediatico di questa estate ci ha abituato a leggere, ascoltare e vedere. Ma arriva dalla rete no-G8. Lo racconta il Manifesto, giornale non sospetto di simpatie per la parte avversa degli organizzatori di un sit-in a Ponte Galeria, a Roma, sede di un centro di espulsione per clandestini. «Agli operatori dell’informazione è stato chiesto di starsene in disparte, lontano dal concentramento, e di non fare foto in primo piano. Poi è stato distribuito un volantino: “Non riprendere, riprenditi la vita”. Gli autori oltre a spiegare i contenuti della manifestazione si arrogano il diritto di distinguere tra stampa buona e stampa cattiva. Quella cattiva è ovviamente la “mainstream”, dentro cui sono stati messi tutti, quella buona è invece propria dei “canali indipendenti”». Quando si fanno gli aut aut anziché gli et et, non c’è che dire, sono in arrivo cattive notizie per il pluralismo.

Questo social network non è per giovani

2009 luglio 8
di Edoardo Poeta

Foto di aristocratQuesto non è un social network per giovani. Quanto meno negli Usa: negli ultimi sei mesi gli ultracinquantacinquenni iscritti a Facebook sono cresciuti del 513,7%. In Italia? A parte la fantastica zia settantenne di un collega, che imperversa con i suoi malintesi naives tra le bacheche tricolore, la loro presenza  si ispessisce. Ma non esplode. Il solito, caustico, Marianne.fr non esita – con la penna di Régis Soubrouillard – a definire FB “la maison de retraite du Net“, la casa di riposo della Rete.

Entrambi le analisi (a firma rispettivamente di Istrategylabs e di Vincos) fanno riferimento – come fonte – alle informazioni fornite dalle pagine pubblicitarie di Facebook. Dando la colpa alla mia storica imbranataggine con i numeri, non riesco però a trovare le basi dati di partenza. Ma prendo per buone lo stesso le elaborazioni (quanto meno – per naturale fiducia – quelle di Vincenzo Cosenza) a conferma del ruolo che sta ricoprendo Facebook in questa sua fase di hype, o rigonfiamento, che dir si voglia. leggi…

Silenzio, per parlare

2009 luglio 3
di Edoardo Poeta

Il 14 luglio è stata sempre per me una data emblematica. Una di quelle in cui mi ritrovavo a cantar la Marsigliese pur non essendo un citoyen. Ma oggi in Italia quella data – nell’anno 2009 – sarà ricordata come quella della protesta contro il bavaglio ai blog ed alla stampa. Per questa ragione, al di là degli schieramenti (anche per il mio cronico disorientamento politico), questo blog aderirà alla giornata del silenzio.

aggiornamento del 7 luglio 2009

Un disegno da rettifica

Immagine di francescopozziSono, per formazione ideale, a favore del diritto di rettifica. Ma, se mi si chiede una “consulenza” professionale, sconsiglio dal chiederne ai giornali. Se non altro nella forma classica, quella un po’ avvocatesca. Una smentita – si dice nel giornalismo – è una notizia data due volte. Ed è vero. Allora meglio darne un’altra, più corretta. Quella, a mio giudizio, è la rettifica che (forse) funziona.

Nel web, invece, rettificare è purtroppo come mettere un messaggio in bottiglia. Se l’informazione che si vuol “aggiustare” è entrata nel circolo dei link, dei copia & incolla, dei “condividi” dei social network, delle rielaborazioni (o rimasticature che dir si voglia), la sua “rettifica” sul sito telematico (e non informatico) di partenza non è detto percorra le stesse strade. Specie se un minuscolo blog, non una testata di quelle dove il lettore torna tutti i giorni. Bisogna inseguire siti, profili di Facebook, magari anche il peer to peer (update 8/7/2009: e c’è pure chi ci prova chiedendo di farlo all’autore del primo post, come capitato a ByoBlu). Con buona pace del diritto leso. leggi…